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    L’innocenza del muro




Incontro con Simone Gobbo 
moderano Manuel Orazi e Sara Marini

Questo saggio di Simone Gobbo (Quodlibet edizioni, 2020, Illustrazioni Riccardo Miotto, Dead-line) analizza in modo sistematico tutte le possibili funzioni materiali e immateriali del muro architettonico: la divisione dei corpi attraverso dei limiti fisici, il controllo dello spazio, l’organizzazione di un territorio attraverso i suoi confini, la misurazione del vuoto attraverso dei bordi, il contenimento delle spinte, la costruzione di un riparo. 

Vengono dunque passate in rassegna le principali esperienze e riflessioni sul tema – specie in campo architettonico e filosofico dal dopoguerra a oggi: si va dalle teorie di Peter Eisenman sul muro come “indicatore testuale” all’interpretazione scarpiana dell’elemento continuo come insieme di “frammenti significanti”, dalle considerazioni di Rem Koolhaas sul muro di Berlino alle indagini politiche di Bernard Tschumi sulla disgiunzione tra il programma e lo spazio architettonico, fino al caso estremo di Peter Märkli, che fa “assorbire” il muro nel paesaggio.

Nell’epoca in cui i muri tornano a essere protagonisti dell’agenda geopolitica internazionale, il volume invita a valutare tutte le conseguenze concettuali e simboliche che una struttura così primordiale e legata all’inconscio può scatenare.