Design e cultura secondo il pensiero di Olivetti



A cura di Cappelli Identity Design e Luciano Setten, Con la collaborazione di Fondazione Adriano Olivetti e Associazione Archivio Storico Olivetti

Portability: la macchina per scrivere esce dall’ufficio

In un tempo come quello di oggi in cui molta della nostra attività lavorativa, d’informazione, persino d’intrattenimento viene realizzata con l’ausilio di un unico oggetto portatile, è bello ricordare quando iniziò l’avventura della portabilità.

All’inizio del secolo scorso le macchine per scrivere cambiarono radicalmente il modo di lavorare negli uffici del mondo, introducendo un’innovazione che, come sempre capita in questi casi, produsse forti resistenze conservative, ma che alla fine prevalse. Molto presto sorse l’esigenza che la macchina per scrivere diventasse portatile, per rispondere alle richieste di alcune figure professionali, come ad esempio i giornalisti (notissima l’immagine di Indro Montanelli che scrive con una portatile seduto su un gradino con la macchina sulle ginocchia).

Anche Olivetti rispose a queste esigenze producendo una linea di macchine per scrivere portatili, la prima, nel 1932, è la MP1. Rispetto ai 17 chili della standard da ufficio M1, la MP1 pesa “solamente” 5,2 chili; è alta 11,7 centimetri, quasi la metà. Il design è più leggero, gradevole, multicolore e diretto ai singoli professionisti e ai privati.

La mostra presenta una selezione delle macchine per scrivere portatili prodotte da Olivetti fino agli anni ‘60 del 900, accompagnata da alcuni manifesti pubblicitari che ne arricchirono il lancio promozionale. Tornano i nomi di grandi designer novecenteschi (Nizzoli, Pintori, Bellini, Sottsass), pionieri di un design industriale che è ancora oggi riconosciuto come eccellenza mondiale. Le portatili Olivetti occupano posti di riguardo nelle collezioni permanenti del MoMA di New York, molte furono premiate con il Compasso d’Oro, il prestigioso premio per il design industriale dei prodotti italiani.

Saranno presentate in mostra anche quattro manifesti tra quelli che lo studio Cappelli Identity Design realizza dal 2016 per l’edizione dell’Olivetti Design Contest. Il concorso ha l’obiettivo di proseguire nella ricerca della bellezza e della sperimentazione, caratteristiche che appartengono da sempre al marchio Olivetti.

 

Olivetti Design Contest:bellezza e innovazione

Nel 1911 Olivetti presenta all’Esposizione Universale di Torino la M1, prima macchina per scrivere italiana. Ma il mercato non è preparato ad accogliere la novità: le macchine per scrivere sono poco diffuse, vengono dall’estero e i potenziali clienti diffidano di uno sconosciuto produttore nazionale. Per questo motivo l’obiettivo del messaggio pubblicitario e della conseguente creazione dei poster artistici è quello di creare fiducia tra le persone.

Camillo Olivetti affida la realizzazione di un primo manifesto al pittore Teodoro Wolf Ferrari. Siamo solo nel 1912, ma la decisione di rivolgersi a un artista è già il segnale di una politica aziendale che in seguito avrà grandi sviluppi. Con Adriano Olivetti si alternano negli anni designer di fama internazionale che realizzano i poster pubblicitari dei successivi prodotti e che sono oggi vere e proprie icone nell’ambito della grafica modiale: da Giovanni Pintori a Ettore Sottsass, fino a Milton Glaser.

Nel 2016 per volontà dell’azienda e del designer per Olivetti, Emanuele Cappelli, nasce l’Olivetti Design Contest con l’obiettivo di proseguire nella ricerca della bellezza e della sperimentazione, caratteristiche che appartengono da sempre al marchio Olivetti.

Il Contest, giunto alla sua quarta edizione, coinvolge gli studenti delle più importanti accademie di arte e design, nazionali e internazionali, in una “call for ideas” sui temi del design, nel rispetto dei valori e dello stile Olivetti.

Su queste basi Emanuele Cappelli con il suo studio Cappelli Identity Design, realizza i visual di ogni edizione, quest’anno dedicata al type design. Olivetti Design Contest coinvolge ad oggi più di venti Istituti in tutto il mondo, un centinaio di studenti partecipanti e una numerosa giuria composta da professionisti di rilevanza nazionale e internazionale. Il fulcro della comunicazione grafica in tutte le edizioni è l’uovo, simbolo della perfetta creazione e reso ironico dalla presenza di una piumetta che ne rivela la provenienza più concreta, carnale. L’uovo dell’Olivetti Design Contest rappresenta inoltre la nascita dei designer del futuro, metafora resa ancora più evidente dagli altri elementi del visual che variano ogni anno sulla base del prodotto che dovrà essere progettato dai partecipanti.