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Attraverso l’architettura e il design, Luciano Gemin, Roberto Pamio, Marilena Boccato e Gian Nicola Gigante, Giuseppe Davanzo e Livia Musini, Vittorio Rossi, Paolo Bandiera e Umberto Facchini hanno anticipato una nuova multidisciplinarietà, adottando un approccio quasi umanistico.
Ne sono scaturiti segni indelebili sul territorio, tanto trevigiano quanto internazionale, anche sul piano culturale e del metodo di lavoro, delineando un’eredità ancora viva e rilevante.
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