Bruno Morassutti. Architettura industrializzata e design dal 23 ottobre al 22 novembre // Scarica il programma // Parole di luce dal 30 ottobre al 29 novembre // Scarica il programma // 
 Bruno Morassutti. Architettura industrializzata e design dal 23 ottobre al 22 novembre // Scarica il programma // Parole di luce dal 30 ottobre al 29 novembre // Scarica il programma // 

Due nuove mostre prendono il via ad ottobre per [e]DESIGN festival!

Buongiorno a tutte e a tutti!

Eccoci con il consueto report fotografico degli ultimi [e]DESIGN talks e per anticiparvi le prossime mostre che inaugureremo a breve!
Lo scorso weekend, nella splendida cornice dell’Auditorium di Santa Caterina, abbiamo avuto ospiti Jacopo Tondelli e Alessandro Marzo MagnoRoberto Palomba e Cristiano CrosettaMarisa GraziatiAndrea MenegottoFabrizio PanozzoFederico LeoniGiordano Magnani e Lavinia Colonna PretiSimone Gobbo e Giovanni Corbellini.

Ma veniamo alle due mostre in programma a breve!

Venerdì 23 ottobre, al Museo Bailo di Treviso prende il via la mostra Bruno Morassutti. Architettura industrializzata e design a cura di Bruno Morassutti Project e Luciano Setten.

Apertura al pubblico da sabato 24 ottobre a domenica 22 novembre con orario 10-18. Lunedì giorno di chiusura. Ingresso alla mostra 3 euro a persona. Per visite guidate scrivete info@edesignfestival.it (euro 5 a persona).

Una mostra con la quale desideriamo omaggiare un maestro per i 100 anni dalla nascita.
Gillo Dorfles in ‘Introduzione al disegno industriale’ pubblicato a metà degli anni 50, scrive un capitolo assai pertinente dal titolo ‘Architettura industrializzata e design’ in cui riscontra rilevanti analogie tra il tipo di  progettazione dell’oggetto  industriale  e  quello  di  alcuni  elementi dell’architettura moderna (curtain walls), snodi, giunti serramenti e altri infissi prefabbricati. Simili strutture fanno parte del design, ma una volta inglobate entro un organismo architettonico vengono a costituire esse stesse delle vere e proprie  architetture.

Da questa riflessione prende avvio la mostra su Bruno Morassutti.
La figura di Bruno Morassutti rientra a pieno titolo tra i precursori nella ricerca del materiale e nella sperimentazione  di  sistemi  costruttivi  innovativi  che nel  secondo  dopoguerra  era  ancora  legata  ad  una visione artigianale.
Verrà presentata la figura di Bruno Morassutti, ripercorsa attraverso gli anni della  formazione  e  il soggiorno presso la scuola di Taliesin di F.L. Wright, l’esperienza post universitaria da cui scaturisce  la  cura  del  dettaglio progettuale e della scelta dei materiali costruttivi. Ed ancora l’inizio dell’attività professionale nel contesto culturale della Milano del secondo dopoguerra. Verranno presentati 7 edifici con focus  sul  sistema  di facciata  dei  serramenti,  filo  conduttore  di  un esperienza  progettuale  riproposta  e  perfezionata  nel tempo  e  maturata  attraverso  il  contatto  diretto  tra il designer  (architetto)  e  il  costruttore  (artigiano).

Bruno Morassutti è un architetto veneto che ha vissuto e lavorato a Milano. La sua attività e le sue opere si riflettono bene in questo enunciato se si aggiunge che il suo contributo all’architettura italiana è fortemente segnato dall’incontro  con  Frank  Lloyd  Wright  e l’architettura americana della fine degli anni quaranta.
Di veneto ci sono la nascita a Padova, gli anni della scuola  a  Venezia,  l’insegnamento  di  Giuseppe Samonà, l’incontro  con  Carlo  Scarpa.  C’è la  laurea  nel novembre del 1946  allo I.U.A.V. in rinnovamento, lo stesso  anno  di  Masieri,  Gellner,  Valle.  Ci  sono  due anni  di  collaborazione  nello  studio  del  fratello Giovanni ingegnere a Padova, formatosi a Vienna nel Werkbund di Holzmeister, Hoffman e Behrens. C’è poi una  consapevolezza  dei  limiti  della  formazione accademica  e  la  forte  tensione  a  conoscere direttamente l’esperienza dell’architettura praticandola con Wright a Taliesin. Una voglia di conoscere esplosa nel  clima di apertura dell’immediato dopo guerra,  a Venezia  con  Scarpa  che  proprio  allora  si  rivolge definitivamente  a  Wright  in  un  rapporto  poetico testimoniato  da  molti  suoi  progetti,  unita all’aspirazione  verso  un’America  sconosciuta  prima della guerra in Italia. Quest’incontro  per  Morassutti  avverrà  nel  1949  a Taliesin in Wisconsin e in Arizona fino all’anno dopo. La  vita  comunitaria,  la  vicinanza  quotidiana  con  il maestro  e  i  suoi  lavori,  l’incontro  con  altri  maestri invitati  come  Perret  e  anche  l’incontro  con  le architetture  di  Mies  van  der  Rohe  a  Chicago  e  con Neutra  in  California,  introducono  un  itinerario americano che Morassutti compie letteralmente sulla strada. Quest’esperienza conclude la formazione dell’architetto e apre la sua attività.  Un’attività  intensa  e  molteplice  riconosciuta immediatamente dalla critica, che fonde in una sintesi difficilmente  separabile  gli  apporti  individuali  e  i connotati delle diverse formazioni di Milano e Venezia filtrate  dall’esperienza  americana.  Morassutti prosegue da solo nei primi  anni sessanta l’attività  coltivando  gli  stessi  temi  nella  propria pratica, a voler precisare una ricerca personale che si connota  interamente  sul  piano  del  progetto  di architettura.
Bruno Morassutti viene a mancare il 4 settembre 2008.

Per approfondire la figura del maestro, è in programma un [e]DESIGN Talk:

_sabato 24 ottobre 2020, Treviso, saletta del Museo Bailo, ore 17,30

Architettura e Design in Bruno Morassutti: dettagli & prodotti

dall’architettura al design, il ruolo della piccola scala nell’attività progettuale di Bruno Morassutti

Le realizzazioni di Bruno Morassutti presentano significativi elementi di dettaglio sia con riferimento all’impianto architettonico sia agli interni e agli arredi, pensati sempre secondo un approccio che guarda al design industriale, anche se a scale diverse; rilevanti poi i progetti di Morassutti per oggetti d’arredo, macchine utensili, accessori,…. progettati oltre le singole realizzazioni.

IntervengonoAlessandro Colomboarchitetto e designerRoberto De Biasiarchitetto e designer, Annandrea Dell’Agnola, designerModera: Francesco Scullica – Politecnico di Milano/Dipartimento di Design, BMP – Bruno Morassutti Project

Venerdì 30 ottobre, al Museo di Casa Robegan Treviso si inaugura la mostra d’arte Parole di Luce. Segni Versi e Visioni a cura di Paola Bellin e Luciano Setten.

Apertura al pubblico da sabato 31 ottobre a domenica 29 novembre. Orario: martedì, mercoledì e giovedì 15.30-18.00. Venerdì, sabato e domenica 10.00-12.30; 15.30-18.00.  Chiuso il lunedì. Ingresso gratuito. Per visite guidate (euro 5 a persona) scrivete a info@edesignfestival.it

La mostra/performance accoglie opere e versi di Laura AmbrosiMarco Nereo RotelliBarbara Uccelli. Nelle tre sale del Museo Casa Robegan, e nello spazio esterno del giardino, verranno esposte opere dove la parola, il segno e la luce diventano protagonisti di un progetto di poesia come opera. Opera pubblica, ma anche parola pubblica, attraverso l’arte, dove il gioco creativo fra segno (di-segno), parola (poesia) e proiezioni luministiche (light art) definiscono un nuovo modello di percezione visiva in cui segno e significante coincidono e si sovrappongono.

Per Irvine Welsh ‘Le parole sono pietre infuocate contro i benpensanti’. Oggi, la dicotomia tra benpensanti e malpensanti è di difficile distinzione: possiamo, solamente, tornare ad usare le parole per il loro valore universale, quello della poesia. Parole poetiche dedotte dalla vita trasformate in segni, tracciati, impianti visivi. Strutture di colore e luce che si incontrano e confrontano tramite la parola poetica, vissuta dagli artisti come esistenza di vita. Parola che si nobilita nell’intarsio stilistico fra segni, colori, lingue diverse. Segno/parola/luce.

Laura Ambrosi è un’artista che si esprime in diverse aree artistiche ma che predilige le installazioni luminescenti. Il fenomeno luminoso è luce che diviene oggetto artistico carico di espressività, di valenze, di significati, di evocazioni. Dal 1998 pone il suo fare artistico sull’incisione e termoformatura a mano di metacrilati con l’aggiunta di luci a neon. La sua creatività porta nei luoghi poesia e messaggi di sensibilità con  opere che sembrano apparizioni delicate e luminescenti. La sua è una continua ricerca e una risposta emotiva verso un’idea di comunicazione, di relazione e condivisione tra etnie e generazioni differenti e una riflessione sull’attualità.

Marco Nereo Rotelli  è nato a Venezia nel 1955, dove si è laureato in architettura nel 1982. Da anni persegue una ricerca sulla luce e sulla dimensione poetica che Harald Szeemann ha definito come ‘un ampliamento del contesto artistico’. L’artista ha creato negli anni una interrelazione tra l’arte e le diverse discipline del sapere. Da qui il coinvolgimento nella sua ricerca di filosofi, musicisti, fotografi, registi, ma privilegiando la poesia che, con il tempo, è divenuta un riferimento costante per il suo lavoro. Nel 2000 ha fondato il gruppo Art Project, oggi diretto da Elena Lombardi con Margherita Zambelli e Filippo Cavalli e composto da giovani artisti ed architetti, con il quale realizza numerosi interventi e progetti di installazione urbana. Questo suo impegno gli è valso la partecipazione a otto edizioni della Biennale di Venezia, oltre a numerose mostre personali e collettive.

Barbara Uccellidopo la laurea in Scienze della Comunicazione, inizia un percorso di formazione artistica specializzandosi nella regia teatrale e nella coreografia. Approda al mondo dell’arte dopo studi personali orientati alla contaminazione tra diverse forme di espressività. Inizia così una ricerca centrata non più sul mezzo espressivo ma sul risultato, i cui principali elementi di analisi sono la materia, il concetto e lo spazio. Pone la sua attenzione alla società e all’ambiente attraverso opere concettuali che siano di sostegno agli individui e all’environment, cercando un dialogo tra tradizione e innovazione tecnologica. Attraverso l’arte vuole stabilire una liaison tra individui e società, passato e nuovo, diritti e doveri. Sperimenta diverse pratiche artistiche (video, fotografia, scultura, scrittura), con particolare interesse per le installazioni e la performance. Attualmente vive a Milano.


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